RICORSO AVVERSO LA RIDUZIONE DELLA PEREQUAZIONE DELLE PENSIONI- Militari delle Forze Armate e Personale delle Forze di Polizia Ordinamento militare e civile

RICORSO AVVERSO LA RIDUZIONE DELLA PEREQUAZIONE DELLE PENSIONI- Militari delle Forze Armate e Personale delle Forze di Polizia Ordinamento militare e civile

Lo Studio Sposito rende noto di aver avviato un ricorso contro il taglio della rivalutazione delle pensioni: si tratta del ricorso giudiziale avviato contro la misura contenuta nella Legge di Bilancio 2023 che ha disposto il taglio della rivalutazione delle pensioni sopra 4 volte il Trattamento minimo.
La perequazione automatica è la rivalutazione dell’importo pensionistico legata all’inflazione e finalizzata alla protezione del potere d’acquisto. Come a molti noto, dal primo gennaio scorso, l’I.N.P.S. ha provveduto ad attribuire la rivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali nella misura del 100% solo ai pensionati che nel 2022 avevano ricevuto assegni mensili per un importo inferiore o uguale ai 2.101,52 euro. Per i rimanenti pensionati, invece, la rivalutazione aveva ricevuto una riduzione con una percentuale calante fino a toccare il 32% per gli assegni superiori ai 5.250 euro. Di fatto, la legge di Bilancio 2023 ha tagliato la rivalutazione per le pensioni di importo superiore a 4 volte il trattamento minimo con percentuali che vanno dal 15% al 68%.
Ebbene, succede che, nonostante tutti i pensionati indipendentemente dal reddito di pensione, subiscano gli effetti dell’inflazione che riduce il loro potere d’acquisto, la perequazione non viene applicata a tutti allo stesso modo.
Per il 2022 era stato previsto il calcolo della perequazione secondo 3 fasce progressive di rivalutazione, inversamente proporzionali all’importo della pensione goduta e cioè:
❖ aumento pari al 100% dell’inflazione, ovvero in misura piena, per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo (corrispondente nel 2022 a 525,38 euro);
❖ aumento pari al 90% dell’inflazione per le pensioni comprese tra 4 e 5 volte il trattamento minimo; ❖ aumento pari al 75% dell’inflazione per le pensioni oltre 5 volte il trattamento minimo.
Con la Legge di Bilancio 2023 (Legge 29 dicembre 2022, n. 197), tuttavia, è stato previsto che per il 2023 ed il 2024 le fasce di decremento della perequazione saranno 6 e specificatamente: ● nella misura dell’85% per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS, determinando un aumento del 6,205%;
● nella misura del 53% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo INPS, determinando un aumento del 3,869%;
● nella misura del 47% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a otto volte il trattamento minimo INPS, determinando un aumento del 3,431%;
● nella misura del 37% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a otto volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a dieci volte il trattamento minimo INPS, determinando un aumento del 2,701%;
● nella misura del 32% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a dieci volte il trattamento minimo INPS, determinando un aumento del 2,336%.

5. CHI PUO’ PARTECIPARE AL RICORSO:
Sono interessati al ricorso non solo gli ex appartenenti alle Forze Armate ma tutti coloro che percepiscono una pensione I.N.P.S.
Sono inoltre interessati i titolari di pensioni di reversibilità indirette, indipendentemente dal fatto che esse siano integrate al trattamento minimo.
La perequazione delle pensioni si applica a tutti i trattamenti pensionistici erogati dalla previdenza pubblica, dalle gestioni dei lavoratori autonomi, dalle gestioni sostitutive, esonerative, esclusive, integrative ed aggiuntive.

2024-01-05T16:30:25+01:00
WhatsApp Chatta su whatsapp